Nella facilità e nel piacere il sistema nervoso impara e si modifica in meglio

Passiamo sempre più tempo nella posizione seduta, anzi è diventato quasi necessario. Spesso si tratta di sopravvivere alle ore passate “seduti” davanti al computer, alla televisione o nella migliore delle ipotesi davanti a un libro, cercando di trovare una buona “posizione” che calmi la tensione della schiena.

Un musicista, un pianista, quante ore passa seduto?

Alla fine della giornata si hanno dolori alla schiena, alle spalle e al collo.

Siamo seduti in auto, al cinema, a tavola: quante ore passiamo con il nostro bacino in appoggio su una sedia?

Se consideriamo la posizione da seduti come statica è difficile pensare che possa essere migliorata, mentre possiamo farlo se la inseriamo in un contesto dinamico. Secondo Moshe Feldenkrais la postura umana deve soddisfare due necessità biologiche ugualmente importanti:

la stabilità (il sentirsi protetti e sicuri) e

la mobilità (la capacità di far fronte a situazioni nuove e impreviste).

La posizione da seduti non è l’ideale per la nostra schiena sia per l’immobilità che comporta che per la perdita delle curve naturali della colonna vertebrale. Il carico sui dischi intervertebrali (gli ammortizzatori delle vertebre) è addirittura del 40% superiore rispetto al carico stando in piedi. Utilizzare una sedia comoda ed ergonomica può aiutare, ma non è sufficiente.

È più importante trovare la postura più funzionale per noi, in modo da stare seduti in equilibrio sullo scheletro, riducendo l’impegno muscolare e la fatica.

Stare seduti comodi: cosa vuol dire e cosa implica?

Ci sentiamo comodi quando i movimenti risultano facili, non c’è tensione, il respiro è libero: siamo efficienti.

Gli elementi che permettono di definire un movimento, una postura “efficiente”, secondo l’approccio Feldenkrais, sono:

l’assenza di sforzo;

l’assenza di resistenza;

la presenza della reversibilità;

una respirazione libera.

Un discorso a parte merita la reversibilità. Un buon movimento, infatti, deve essere reversibile e riproducibile. Deve essere possibile fermarsi in ogni punto della sua traiettoria, tornare indietro o cambiare direzione, senza doversi riorganizzare e senza spreco di energia.

Stare seduti comodi: cosa e come fare.

Il ciclo di lezioni di Consapevolezza Attraverso il Movimento che propongo, offre la possibilità di re-imparare a stare seduti con il minimo sforzo possibile, godendo in pieno dell’appoggio dei piedi a terra e del bacino sulla sedia.

Le lezioni sulla sedia sono consigliate a chi ha difficoltà a sdraiarsi per lavorare a terra; a chi vorrebbe scoprire qualcosa di più sul proprio modo di stare seduto; a chi vuole avvicinarsi al Metodo Feldenkrais.

Con una organizzazione del bacino sulla sedia più funzionale:

la colonna può essere sorretta con uno sforzo minimo;

il sistema muscolare è libero per muovere le vertebre e le coste su tutti i piani, con movimenti piccoli, piacevoli, ma soprattutto efficaci;

la testa può essere sostenuta dallo scheletro, anziché dallo sforzo muscolare.

La tensione dei muscoli delle spalle, degli avambracci e delle mani è ridotta enormemente quando il sistema scheletrico svolge in pieno il suo ruolo di sostegno.

E una volta ritrovata la comodità dello stare seduti, le braccia e le mani potranno svolgere il loro lavoro con notevole risparmio di fatica. Attraverso le lezioni Feldenkrais il musicista che, ad esempio, seduto al pianoforte accusa spesso mal di schiena, scopre che la schiena, una volta libera e flessibile, può “sostenerlo” e permettergli di muovere molto più fluidamente le braccia in maniera da innescare un circolo “virtuoso” e prevenire il dolore. Le lezioni inoltre, lo aiuteranno a perfezionare l’immagine di sé e la sua espressività risulterà maggiormente in sintonia con le sue capacità tecniche.

Con il Metodo Feldenkrais® si esplorano le molteplici possibilità di un’azione, si sperimentano movimenti abituali e non abituali, dai più semplici ai più complessi, focalizzando l’attenzione sul processo a differenti livelli: motorio, sensoriale, mentale ed emozionale. La persona viene guidata verbalmente a trovare i movimenti più adatti alla sua organizzazione: sarà la parte più antica del sistema nervoso a decidere le modifiche possibili in base agli stimoli ricevuti.

“Solo quello che è facile e piacevole sarà usato dal nostro sistema nervoso e inserito nelle azioni della vita di tutti i giorni”.

Nel Metodo Feldenkrais non esiste una postura ideale, esiste una postura personale. Durante le lezioni l’insegnante non mostra i movimenti da eseguire o le posizioni da assumere e l’allievo non cerca di uniformarsi a un modello.

Il Metodo vi aiuterà a risvegliare la sensibilità e la consapevolezza, a ridurre il dispendio di energie per un’azione funzionale, ad espandere il repertorio di movimenti e utilizzare pienamente le vostre risorse. Aumenteranno il livello di vitalità, la fiducia in sé e l’ottimismo.


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