La rigidità fisica. E quella mentale?

brain-1295128_960_720Si parla tanto di tenersi in forma, di bel fisico e di allenamento per prevenire tanti disturbi derivanti dal nostro tenore di vita, dalla fretta e dallo stress che caratterizza le nostre giornate. Si parla di stress e vita sedentaria che causa tensione e rigidità. E quando si parla di tensione pensiamo al fisico: le spalle, il collo, tutta la schiena ci sembrano la sede delle nostre tensioni. Pensiamo che basterà intervenire sulle spalle, sul collo e sulla parte dolorante per allentare la tensione ed eliminare il dolore; che basterà andare in palestra, camminare o correre e tutto andrà meglio. Queste pratiche certamente danno un beneficio immediato al nostro disagio, ma spesso le tensioni si ripresentano e lo stress è maggiore di prima.
Perché?
Perché sottovalutiamo la relazione che c’è tra il corpo, il cervello e la mente. Pensiamo che allenare il corpo sia sufficiente, che alimentarsi bene sia importante. Occorre allenare anche il cervello, nutrire la mente di immagini e pensieri positivi: cercare altre possibilità. Anche un pensiero è capace di modificare la postura, di creare tensione nei muscoli e di irrigidire la mascella. Tutto è collegato: siamo un sistema interconnesso di corpo, cervello e mente (anche le emozioni e l’ambiente sono parte del sistema). Siamo, inoltre, continuamente in relazione e l’ambiente è determinante per il nostro comportamento. Le neuroscienze, oggi, ci dicono che il cervello stesso può essere concepito come una grande e complessa rete di connessioni.
Rigidità fisica e rigidità mentale sono corrispondenti.

… è possibile leggere la biografia di una persona a partire dalla struttura dinamica del suo corpo. Da un punto di vista teorico possiamo affermare che ogni esperienza vissuta si struttura nel corpo delle persone così come nella loro mente. Alexander Lowen

Occorre cominciare ad allenare il cervello e aprire la mente. Un altro punto di vista è possibile. Le tensioni fisiche costringono la mente ad andare su un unico binario. Eppure non è allenando il corpo o pensando positivo che si allenta la tensione o si modificano le abitudini che non ci piacciono. Siamo un’unica entità di corpo e mente che possono lavorare insieme: sono efficaci le pratiche corporee che tengono conto di questa unità.

Quello che mi interessa non è la flessibilità del corpo, ma la flessibilità della mente. Moshe Feldenkrais

Si tratta di imparare nuove strade, di creare nuove soluzioni e tutto comincia portando l’attenzione a noi stessi, alla nostra globalità. Così ci accorgiamo del corpo e dei suoi bisogni, ci accorgiamo della mente e dei suoi tranelli e ci rendiamo conto di essere in balia delle nostre emozioni. Quando siamo nel movimento comprendiamo di essere tutto questo. Nel movimento facciamo esperienza di tutti questi aspetti contemporaneamente e c’è la grande possibilità di sviluppare la nostra consapevolezza corporea e la capacità di orientamento spaziale, che sono la base del processo di apprendimento attraverso il corpo. Infine, la mancanza di flessibilità sul piano fisico è solo un lato della stessa medaglia e quando si acquisisce flessibilità anche sul piano mentale “l’impossibile diventa possibile, il difficile diventa facile e il facile diventa piacevole ed elegante”.

Questo ho sperimentato nella mia vita e ci credo. La mia vita è espressione di questa possibilità.

Il mio modo di fare Feldenkrais si chiama Movimenti Naturali e cerco di facilitare l’apprendimento dei miei allievi. MovimentiNaturali è un modo di essere, un atteggiamento con una visione della vita e del mondo sistemica (oggi diciamo ecologica) e insieme umanistica, basata sulla libertà dell’essere umano in interazione armonica con la complessità dell’ambiente.
La pratica di Movimenti Naturali con il Metodo Feldenkrais è un percorso di conoscenza di sé profondo, inteso come educazione e auto-educazione permanente, cioè che dura tutta la vita, che favorisce la naturale capacità umana di apprendere. Si scoprono alternative più funzionali al proprio modo di fare per avere la libertà di scegliere.

Contattami se vuoi provare una lezione.

Pratica di presenza: Trovare la neutralità


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