Dinamici, vitali, centrati: 3 benefici dalla mobilità del bacino con Movimenti Naturali

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Ogni cultura usa un termine diverso per riferirsi al centro del corpo, ma tutte le culture lo indicano come centro di energia e lo situano in un’area interna e profonda che si trova quattro dita sotto l’ombelico, nella zona anatomica dell’addome. In Cina è detto Dan Tien ed è uno dei centri di energia. I giapponesi chiamano questo punto centrale “Hara” o “Tanden”: è il centro di equilibrio e gravità, nonché di governo della forza vitale e dell’energia sessuale.
L’autore tedesco K. Von Durckheim, esperto di cose giapponesi, ha scritto un intero libro su questo argomento (Hara: il centro vitale dell’uomo secondo lo Zen, Edizioni Mediterranee).
Un libro che ci aiuta a capire che cos’è Hara per i giapponesi: tutto ciò che contribuisce a dare equilibrio nella vita e che “centra” l’individuo. Un equilibrio a tutto campo sia in senso propriamente fisico che nelle situazioni della vita, perché più siamo centrati e più riusciamo ad affrontarle in modo appropriato. Hara corrisponde anche al nostro “baricentro”, cioè a quel punto in cui si concentra tutta la massa del nostro corpo.

L’espressione “Hara no aru ito” significa “l’uomo che possiede un centro” e quando si possiede un centro non si perde facilmente l’equilibrio. Ma il significato di questa espressione va oltre: significa un uomo dall’animo grande e dalle ampie vedute. L’uomo che ha un centro ha il senso di ciò che è importante e di ciò che non lo è; mantiene la calma ed è pronto ad intervenire in modo adeguato, senza farsi spaventare e sconvolgere. Diversamente, quando un uomo non possiede un centro non riesce più a distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è, reagisce a caso, il suo giudizio non si basa sulla realtà e si lascia facilmente condizionare.

Nelle arti marziali la regione pelvica è considerata il nucleo del potere e dalla Hara origina il movimento Ki (energia).

In molte delle pratiche di consapevolezza, oggi, è data tanta attenzione al respiro, ai piedi, alle mani, ma nessuna pratica dà sufficiente spazio alla percezione di quello che succede nella zona del “centro del corpo”, compreso il bacino e il pavimento pelvico. Il pavimento pelvico è una struttura complessa, una serie di muscoli intrecciati meravigliosamente come a formare un’amaca situata all’interno del bacino e sorregge tutti gli organi che stanno sotto il diaframma toracico, ma è anche un’area legata alla sessualità e per questo “argomento tabù”. A livello medico è ormai riconosciuto il suo importante ruolo svolto per il benessere e la salute della donna.

Il Metodo Feldenkrais, attraverso movimenti semplici, piacevoli e che tutti possono fare, offre l’opportunità di acquisire maggiore consapevolezza di tutte le parti del corpo; è un sistema di educazione attraverso il movimento basato sull’unità di corpo e mente dell’essere umano e sulla plasticità del cervello. Il Metodo prende il nome dal suo ideatore, il fisico e scienziato israeliano Moshe Feldenkrais (1904-1984). Feldenkrais era un profondo conoscitore di arti marziali e della cultura orientale; era amico di Jigoro Kano ed è stato cintura nera e primo istruttore di Judo in Europa.
Quali sono i benefici di una maggiore conoscenza di tutte le parti anatomiche che costituiscono il nostro centro, di una maggiore consapevolezza della loro funzionalità e delle loro connessioni? Se consideriamo il bacino il centro della forza e dell’azione, un aumento della mobilità del bacino si traduce in benefici per tutto l’organismo. Di seguito il primo dei 3 principali benefici:

1) conquistare maggiore fluidità ed efficacia nell’azione con il minimo sforzo.

Nelle lezioni di gruppo di Metodo Feldenkrais, dette di “Consapevolezza Attraverso il Movimento”, si esplorano le posibilità di movimento del bacino in tutte le direzioni per sentire che il bacino è il “centro del movimento” ed è il ponte che collega i piedi alla testa attraverso le gambe e la colonna.
La consapevolezza della tridimensionalità del bacino è essenziale per rendere i movimenti di tutto il corpo più leggeri, efficaci e potenti.

Nel corso della nostra vita, diverse esperienze (anche traumatiche) e l’educazione e i condizionamenti sia familiari che sociali agiscono per inibire il movimento libero e naturale del bacino. Glutei contratti (compreso lo sfintere) e muscoli dell’inguine tesi sono il risultato di paure inespresse, ansia da prestazione e la conseguenza di abitudini “di controllo” sorte addirittura nell’infanzia: queste tensioni dei muscoli del e intorno al bacino, sono la causa principale di rigidità di movimento e posizioni scomode, contratture della mascella, viso e collo, della tensione delle spalle e del mal di schiena. È interessante notare che gli standard di bellezza attuali rimandano a modelli che riflettono queste tensioni. Questi “modelli d’ansia”, così definiti da Moshe Feldenkrais nel libro “Il Corpo e il comportamento maturo” in cui ha trattato ampiamente l’argomento della postura e dell’ansia, si traducono in compulsioni, nervosismo, impotenza (sia sessuale che “d’azione”) e insicurezza, che alimentano l’ansia e l’impotenza in un circolo vizioso. Un cicolo vizioso che spesso si cerca di interrompere agendo sul comportamento e sul pensiero, ma che può essere spezzato più facilmente se si considera la persona nella sua integrità di corpo mente ed emozioni.

Siamo dinamici e potenti quando questa integrità è salvaguardata.

Bisogna imparare che ci interessa il modo di fare e non un modo di fissarsi, fosse pure nella posizione più perfettamente statuaria che ci sia. La regione pelvica è il fondamento del movimento, cioè il fondamento della vita. Questa parte del corpo “contiene” i genitali e deve essere libera da compulsione e da rigidità e capace di muoversi letteralmente in tutte le direzioni, ruotando attorno al centro di gravità del corpo come una sfera attorno al proprio centro.
La pienezza dell’addome rende il bacino molto vicino a un corpo sferico, il cui centro è il centro dell’azione. La prima vertebra sacrale è il punto in cui si incrociano tutti gli stress del corpo. Questo punto deve potersi muovere liberamente ed è il punto rappresentativo del corpo in qualsiasi azione. In tutte le situazioni di impotenza (meccanica, emotiva, sessuale o d’altro tipo) c’è nel corpo una fissità e rigidità compulsiva che limita la motilità o la gradazione di movimento di questo punto. La dissoluzione dell’ansietà è soggettivamente sentita come recupero di un grado di libertà di movimento del centro del bacino. Il tono dell’addome è influenzato dal fatto che si rilassino gli occhi, la bocca, le spalle, i genitali, lo sfintere anale, le gambe e le dita dei piedi, le dita delle mani, le coste e (soprattutto) la testa. – Moshe Feldenkrais.

Il secondo dei maggiori benefici dati dalla mobilità del bacino e tonicità della regione addominale e pelvica, che si ottengono con la pratica di Movimenti Naturali, è proprio quello di:

2) liberare energia e diventare espressivi e vitali.

La tensione cronica in tutto l’addome, compresi glutei e sfinteri, richiede energia che potrebbe servire ad uno scopo più alto. Occorre comprendere che utilizzare al meglio la struttura scheletrica e i grandi muscoli che sono situati tutti al centro del corpo porta ad un grande risparmio di energia. Utilizzare, per esempio, “solo” le gambe per camminare o “solo” le braccia per sollevare pesi è stancante e richiede uno sforzo muscolare. Contraiamo continuamente la muscolatura senza darci il tempo di recuperare, blocchiamo il respiro per lo sforzo, ma il risparmio maggiore di energia si ha proprio quando rilasciamo le contratture e non tratteniamo più il respiro che fluisce liberamente. Per fare questo abbiamo bisogno del nostro centro, della mobilità e della forza del bacino che costituisce il “motore” di tutto il nostro agire. “Recuperare il potere lasciando andare” è solo in apparenza un paradosso perchè con il Metodo Feldenkrais ciò è possibile: si creano più opzioni di movimento e si diventa più centrati. Questo equilibrio fisico può essere un passo verso l’equilibrio interiore. Ed ecco il terzo vantaggio della pratica di Movimenti Naturali con il Metodo Feldenkrais che ci aiuta a trovare il collegamento del centro alle diverse parti del corpo per una migliore organizzazione del movimento e per un’azione efficace e coordinata:

3) conquistare maggiore equilibrio e centratura.

Quando perdiamo la nostra centralità siamo spaventati e non riusciamo più ad avere un atteggiamento adeguato agli stimoli che ci arrivano e che sia più conforme alla realtà. Quando troviamo la nostra centralità siamo in grado di uscire dagli schemi di pensiero e di comportamento a cui abitualmente facciamo riferimento e siamo in grado di fare affidamento sulla totalità delle nostre percezioni: il nostro agire è un agire incarnato (tutto è percepito, elaborato mentalmente e agito con passione perchè le nostre emozioni ci spronano e ci aiutano a “dare senso”).
Il nostro centro non è solo un centro “fisico” che ci sostiene, ma è un centro di elaborazione che ci permette di comprendere in maniera pià ampia e viscerale la realtà.
Nella nostra cultura, nel nostro linguaggio, il termine viscerale sta a indicare il modo di vivere le cose in maniera più totale e profonda.

Con il Metodo Feldenkrais possiamo sviluppare la consapevolezza attraverso movimenti naturali, semplici e piacevoli e trovare un modo di fare che vada oltre la sola razionalità o la sola fisicità e che sia totale e “integrato”, da comprendere corpo, mente e cuore.

Se ti interessa approfondire, ti segnalo il prossimo seminario di Movimenti Naturali che tratterà specificatamente del lavoro del centro (bacino e pavimento pelvico). Per info e Iscrizioni.


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