Il cambiamento si costruisce a partire dal riconoscimento delle piccole sfumature

La tendenza alla ripetizione fa parte della nostra vita e ognuno di noi si sarà accorto che tende a ripetere gli stessi errori, a mantenere le stesse abitudini anche quando queste si sono rivelate poco funzionali o addirittura quando ci fanno male.
Ripetiamo le stesse scelte, così la nostra vita non cambia e ci imbattiamo nelle stesse dinamiche relazionali. Scegliamo amici e partner in modo da vivere e ripetere situazioni sempre uguali a se stesse.
Ci chiediamo cosa possiamo fare, ma ci sembra impossibile andare contro questa ineluttabilità di ciò che accade e ci viene incontro nella vita. Basta poco e ci ritroviamo con il pilota automatico inserito e tutto scorre uguale a prima. Le abitudini ci servono per avere sempre la risposta pronta, ma la risposta non è detto che sia adeguata al momento che stiamo vivendo.

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Quindi le abitudini servono, ma cosa possiamo fare per avere sempre più risposte adeguate?
Il vero ostacolo al cambiamento che vorremmo nella nostra vita non è l’abitudine, ma la convinzione che l’abitudine possa cambiare così com’è, in blocco. L’abitudine si è consolidata nel tempo; è frutto del nostro apprendimento e segue uno schema che si è formato pian piano nel tempo e che adesso non possiamo cambiare in blocco.
Molto raramente riusciamo a cambiare tutto lo schema sostituendolo con un altro del tutto nuovo.
Cambiare schema significa inevitabilmente apprendere perché si tratta di distinguere e scegliere tra diversi schemi di movimento o azioni possibili; essere in grado di apprezzare piccole differenze e dettagli. Un’abilità ben appresa è ricca di una sufficiente variabilità tale da soddisfare le richieste di ambienti e di compiti che cambiano. Atraverso la variazione si accede alle potenzialità necessarie per l’apprendimento e l’adattamento a nuove condizioni. La variabilità di movimento delle lezioni Feldenkrais rappresenta infatti un principio che deriva direttamente dalla biologia evolutiva ed ecologica.

Non puoi pretendere che le cose cambino, se continui a fare le stesse cose. – Albert Einstein

Vorremmo cambiare pagina e per farlo occorre portare l’attenzione e la consapevolezza ai singoli passaggi che hanno creato l’abitudine, agli schemi di base che organizzano tutto il movimento su tutti i livelli: fisico, emotivo e di pensiero. Occorre attenzione e sensibilità per riconoscere tutte le sfumature che formano le nostre abitudini. Occorre la capacità di portare l’attenzione ad ogni istante della nostra vita, ad ogni piccolo movimento. La nostra tendenza a vedere la globalità, il nostro essere sempre di fretta, ci impedisce di sentire che esiste il momento presente, la riflessione, il piccolo movimento, la lentezza.
Le nostre abitudini prendono il sopravvento perché sono sostenute dalla nostra tendenza a generalizzare, da una modalità di movimento globale, in blocco, che ci impedisce di sentire l’inizio del movimento, dove avviene e quali sensazioni e pensieri porta con sé.
Gli approcci convenzionali all’esercizio fisico suggeriscono ad esempio la ripetizione, ma la ripetizione rinforza le abitudini esistenti. E se queste sono cattive abitudini molto probabilmente resteranno.

La ripetizione crea schemi di movimento coatti. Togli la compulsione dal movimento e diventa naturale. – MovimentiNaturali

La ripetizione di un particolare schema di movimento crea nel cervello, a livello neurologico, dei veri e propri “solchi” attraverso i quali passano gli impulsi e diminuisce la possibilità che sorgano schemi alternativi. Anzi quell’unico schema diventa coatto e così, nel contesto di una determinata attività, sembra che non ci sia alternativa.
Eppure sappiamo che un movimento armonico, un movimento “d’insieme” è fatto di tanti piccoli movimenti a cui abbiamo prestato attenzione, che abbiamo curato nei particolari, che abbiamo assaporato e pensato.
L’attenzione al respiro ci aiuta in questo processo di sviluppo della consapevolezza.
Il cambiamento si costruisce a partire dal riconoscimento delle piccole sfumature, dalla consapevolezza che accompagna ogni singolo momento e ogni piccolo movimento che costituisce lo schema di un movimento più grande e complesso.

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