Un invito al viaggio e allo stupore in una terra non lontana.

La pratica della consapevolezza è come un viaggio, è come tornare alle origini, a casa ogni volta e da lì ricominciare la ricerca.

Da oltre trent’anni vivo a Brescia, sono ormai legata a questa città e non soffro di nostalgia per la mia terra di origine. In questi giorni però dopo la vittoria di Matera che è stata designata “Capitale europea della cultura 2019” qualcosa di strano si è risvegliato dentro di me. Sarà proprio nostalgia? Sarà proprio desiderio di tornare alle origini? di tornare a casa? Forse sì.

La nostalgia è un sentimento strano in grado di risvegliare odori profumi colori e di farmi sentire euforica, triste tutto insieme. Tanti pezzi di passato che riaffiorano alla mente, ma anche sensazioni di pelle (così mi piace definirle), sensazioni piacevoli, spiacevoli che mi sento addosso e che portano con sé emozioni anch’esse piacevoli o dimenticate o dolorose.

E poi ho collegato tutto questo ad un evento, una mostra che ho visitato recentemente e che mi aveva lasciato più o meno le stesse sensazioni: “BASILICATA. Storie da una terra [non] lontana.”

Che stana coincidenza!

Una mostra fotografica-pittorica all’Ecomuseo del Freidano – Settimo Torinese: esposte fotografie di Roberto Lacava e dipinti di Gabriella Nube.

“La Basilicata contemporanea si racconta. Per la prima volta insieme, la pittrice Gabriella Nube e il fotografo Roberto Lacava, due giovani artisti d’origine lucana, propongono al pubblico un insolito itinerario visivo alla scoperta d’una regione del Sud poco nota e d’inedita bellezza.”

Una metafora delle risorse interiori di ognuno di noi: poco note, sconosciute a noi stessi, insolitamente belle.

“Fotografie e dipinti accompagnano il visitatore in uno straniante scenario sospeso tra sogno e realtà, che intreccia intensi frammenti di vita, paesaggi immobili e quasi lunari a originali e insospettate presenze.”

Come i momenti della nostra vita: di inaspettata consapevolezza e poi di nuovo immobili e ancora intensi.

“Un invito al viaggio e allo stupore in un altrove non distante, che è patrimonio collettivo ed emblematico racconto del nostro tempo.”

La pratica della consapevolezza attraverso il movimento con il Metodo Feldenkrais è un’esplorazione  delle nostre possibilità, delle nostre abitudini che diventa ricerca e conoscenza dei propri limiti. Conoscersi per poi migliorarsi, andare oltre quei limiti.

“Il tema “La Basilicata” già desta curiosità, prima ancora di conoscerne i contenuti, in forza del suo sentirne parlare sempre così poco, consapevoli del suo esserci e del suo essere luogo lontano.”

Come relativamente lontano è il luogo che ci aspetta quando ci mettiamo in viaggio per conoscere noi stessi.
La mostra è stata definita “Storie da una terra [non] lontana”: l’attenzione quindi va verso un mondo “altro”. Come la mia nostalgia della terra d’origine, un mondo “altro” che però mi appartiene, mi è molto vicino, [non] lontano.

“Questo mondo, ove il tempo pare essere preso per mano (gioiosa) e portato a spasso con scatti attenti e tele che catturano emozioni.
Le immagini potrebbero essere tristi e riescono meravigliosamente a non esserlo.” 

Mi sorprendono le analogie trovate tra il racconto di questa mostra e il “Viaggio Interiore

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forse solo il mio viaggio interiore.

Gli artisti desiderano rendere itinerante la mostra e vorrebbero portarla in Basilicata: la terra da raggiungere è terra non lontana, per riprendere le parole del titolo della mostra.

“Si tratta di una sfida per chi nutre il sogno, di un dono per il viaggiatore curioso.”

Così come è una sfida intraprendere il proprio viaggio interiore e nello stesso tempo un dono, una sorpresa per un viaggiatore curioso. Ti auguro Buon viaggio! E mi auguro di incontrarTi.

Spero di avere destato la tua curiosità riproponendo in questo modo il tema della ricerca interiore per conoscere se stessi e migliorare. Nei miei corsi ti propongo: la pratica della consapevolezza attraverso il respiro con il Rebirthing e Consapevolezza Attraverso il Movimento con il Metodo Feldenkrais.

*In corsivo ho riportato in parte l’articolo sulla mostra di Gianpiero Gai. La foto in evidenza è la riproduzione dell’opera di Gabriella Nube – La luna e il nibbio.


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