Un rimedio per la cervicale: Omeopatia e Metodo Feldenkrais

Entrambi tengono conto della globalità della persona malata.

Con il termine cervicalgia si intende il dolore che interessa la zona della cervicale, cioè il mal di collo. Esso colpisce l’80% della popolazione, soprattutto quella femminile; si manifesta in genere quando viene eseguito un movimento scorretto o eccessivo con il collo. Di solito la cervicalgia è procurata da un trauma che può essere causato dalla  pratica di uno sport, da una postura sbagliata, non fisiologica e protratta nel tempo – come quando si sta seduti in modo scorretto davanti al computer – da infezioni, dal freddo e dall’umidità, e dallo stress.

Il “mal di collo” può essere suddiviso in tre tipologie distinte: la cervicalgia propriamente detta che interessa la zona cervicale, la forma cervico-cefalica (che interessa anche la testa), la forma cervico-brachiale (con dolore che si estende anche al braccio).

L’approccio dell’omeopatia, che tiene conto della globalità della persona malata, valuta questa patologia anche dal punto di vista psicosomatico. Molte volte la rigidità che la cervicalgia comporta è il segnale di una rigidità psichica della persona: siamo di fronte a una persona che dà molto spazio alla razionalità e impone quindi un controllo sulle proprie emozioni, tenendo anche a freno l’istinto. La cervicalgia provoca una postura rigida e statica che è sinonimo della condizione mentale di chi ne è colpito, perché spesso si tratta di un soggetto che non ama i cambiamenti, che tende a rifugiarsi nella quotidianità e predilige uno stile di vita monotono. In realtà questa stessa persona è spaventata da tale condizione così statica e dall’idea che potrebbe durare davvero “per sempre”, e la vorrebbe modificare scegliendo una vita più libera: non riesce però a farlo e vive in questa ambivalenza non sapendo come fare a decidere.

L’omeopatia è in grado di offrire ottimi rimedi risolutivi, dopo attenta valutazione fatta naturalmente da uno specialista omeopata, che curano sia il sintomo che la causa, sia il corpo che la mente.

Anche il Metodo Feldenkrais tiene conto della persona nella sua globalità, quale unità di corpo e mente: si occupa della persona e non della malattia, aiuta a migliorare la qualità di vita.

La prospettiva di Feldenkrais è semplice e tuttavia profonda. Ognuno di noi, in quanto unità di corpo e mente (psicosoma), è continuamente influenzato da fattori ereditari, culturali e personali e finisce per sviluppare una costellazione di abitudini fisiche, emotive ed intellettuali che insieme definiscono l’autoimmagine individuale.

Queste abitudini sono spesso limitanti e restrittive e pur aiutandoci a svolgere al meglio le rispettive funzioni, ci impediscono di fare un uso più completo di noi stessi.

Per esempio, incrociate le mani e provate a sentire come state. Poi staccatele e incrociatele nell’altro modo. Come le sentite, adesso? Rilassate le braccia, incrociatele sul petto e sentite com’è. Poi staccatele e incrociatele di nuovo, invertendo la posizione. Cosa sentite?

È molto probabile che un modo di incrociare le mani o le braccia sia più “abituale”, più comodo e vi sentite più a vostro agio e che l’altro modo, pur essendo altrettanto semplice e lecito, vi sembra innanzi tutto estraneo e vi risulta persino goffo. Alcuni di voi potrebbero essere incapaci di mettere le mani e le braccia in una posizione diversa da quella abituale.

Questo è un esempio semplicissimo, sul piano fisico, che aiuta a comprendere la prospettiva di Feldenkrais. E se ci osserviamo meglio, possiamo scoprire che simili preferenze, abitudini e preconcetti esistono anche sul piano emotivo e intellettuale.

Praticare il Metodo Feldenkrais aiuta a cambiare le proprie abitudini, ad aprirsi a nuove idee ed esperienze per vivere una vita piena.


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